BENVENUTI NELLA PIATTAFORMA DIDATTICA 

DELL'ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE DI TROPEA

 SCUOLA CAPOFILA E POLO FORMATIVO PER

 L'AMBITO TERRITORIALE CALABRIA 013



 


    Corsi disponibili

    UNITA' FORMATIVA 1: LA DIDATTICA DELLE COMPETENZE E L'INNOVAZIONE METODOLOGICA

    Per competenze di base s’intendono le competenze di tipo generale, trasferibili a diversi compiti rilevanti per la formazione e la preparazione generale della persona quali competenze di cittadinanza, sociali, civiche, digitali, linguistiche e matematiche. In generale, si tratta di competenze chiave, anche di natura trasversale, fondamentali per una piena cittadinanza.

    L’unità formativa si propone di accrescere nei docenti delle competenze disciplinari e trasversali per l’implementazione di modalità d’insegnamento che favoriscano principalmente una didattica attiva e laboratoriale. In particolare, essa vuole fornire le conoscenze teoriche, le competenze e le abilità operative necessarie per programmare attività didattiche in nuovi ambienti di apprendimento capaci di coinvolgere, motivare e formare gli studenti ad affrontare le molteplici sfide del nostro tempo.

    Unità Formativa 2: La valutazione degli apprendimenti in base al Dlgs 62/2017

    L’unità formativa si propone di mettere in evidenza i cambiamenti avuti in base D. Lgs 62/2017 che sostituisce il D.P.R. 122/2009 per quanto riguarda il primo ciclo, fin dal corrente anno scolastico, ed è entrato in vigore il primo settembre 2017. La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove l’autovalutazione in relazione all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze.  Le nuove modalità di valutazione mettono al centro l’intero processo formativo e i risultati di apprendimento, con l’obiettivo di dare più valore al percorso fatto dalle alunne e dagli alunni. La valutazione degli apprendimenti e del comportamento viene effettuata dagli insegnanti nell’esercizio della propria autonomia professionale in conformità con i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei docenti.

    Unità Formativa 3: 
    Gestione dei conflitti in classe e delle problematiche relazionali

    L’unità formativa punta a tracciare tutte le cose che un insegnante deve fare per promuovere il coinvolgimento e la cooperazione dell’allievo nelle attività di classe e stabilire un produttivo ambiente di lavoro. Insegnare non significa soltanto curricolo e istruzione. È anche gestire la classe, motivare gli studenti ad apprendere e cercare di soddisfare i loro bisogni individuali inclusi i bisogni degli studenti che manifestano problemi cronici di personalità e comportamento.

    La gestione della classe dovrebbe basarsi su solide conoscenze derivate dalle teorie e dalle ricerche sulla gestione e sui bisogni personali e psicologici degli allievi. Inoltre, essa è determinata dalle relazioni positive tra insegnante-allievo e dalle relazioni significative tra pari che creano la classe come comunità di supporto.

    Infine, essa comporta l’utilizzo di metodi di istruzione che facilitano l’ottimizzazione dell’apprendimento soddisfacendo i bisogni di studio dei singoli e dell’intero gruppo classe.

    Unità Formativa 4: La prevenzione e l’inclusione in base al Dlgs 66/2017

    L’unità formativa si propone di passare in rassegna i principali cambiamenti introdotti alla luce del Dlgs 66/2017 nella sfera dell’inclusione e della disabilità.

    Il Decreto ribadisce che l’inclusione scolastica riguarda tutti gli alunni con differenti bisogni educativi e si definisce attraverso il coinvolgimento e condivisione del progetto individuale di tutti coloro che intervengono nella vita dell’alunno, in modo diretto e indiretto. Si sottolinea che il campo di intervento del Decreto riguarda tutti gli alunni dalla scuola dell’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado facendo presente e ribadendo che strumento principe per l’attuazione dell’inclusione scolastica è il PEI (Piano Educativo Individualizzato) oppure il PDP (Piano Didattico Personalizzato).

    Il tutto facendo riferimento a metodologie e didattiche inclusive, progettazione di ambienti inclusivi mediante l’uso delle tecnologie digitali come strumenti compensativi, l’utilizzo delle tecnologie informatiche e delle metodologie innovative per gli alunni con BES ecc.

    Unità Formativa 5: La conoscenza della lingua inglese nel suo livello QCER

    L'unità formativa si propone di fornire le conoscenze, le competenze e le abilità operative necessarie per il raggiungimento di un adeguato livello linguistico come descritto nel Quadro Comune Europeo di riferimento.

    L'acquisizione della lingua avverrà attraverso lo sviluppo graduale della grammatica, del vocabolario e delle quattro abilità – Skills - (listening, writing, reading, speaking). Le attività e le tecniche utilizzate permetteranno un ruolo attivo del corsista attraverso la partecipazione diretta in attività di problem solving, pair work, role-playing in cui la lingua sarà usata in scambi dialogici relativi a contesti di vita quotidiana con uso di lessico, strutture e funzioni comunicative appropriate e adatte allo scopo.

    Unità Formativa 6: Programmare in equipe nella scuola dell’infanzia

    Lavorare nella scuola dell’infanzia non è fare baby-sitting a gruppi di bambini. Si tratta di un impegnativo modo di adoperarsi con una progettualità creata e condivisa all'interno di un gruppo di lavoro. Molte sono le soddisfazioni, ma molte possono essere le difficoltà, in particolare nei rapporti in equipe, contesto in cui si sviluppano moltissime dinamiche relazionali che richiedono consapevolezza rispetto alla propria persona e alle proprie competenze. 

    L'unità formativa punta a rimarcare gli aspetti fondanti del lavorare in squadra per rafforzare l'azione educativa nella scuola dell'infanzia. 

    Un lavoro che necessita di capacità relazionali importanti, quali l'assertività, l'azione cooperativa, l'empatia; e non sempre si riesce a comunicare come si vorrebbe, perché magari ci si sente a disagio. Quindi è fondamentale acquisire una certa sicurezza, che sia accorta, sensibile, produttiva e non invasiva, perché l'equipe è la più grande possibilità di crescita lavorativa per chi lavora nelle strutture per la prima infanzia. Sarebbe ottimale riuscire ad abbattere schemi rigidi, atteggiamenti controproducenti, discordanze non gestite, disarmonie o silenzi perché i primi a pagare per eventuali circostanze in cui si respirano malumori, non collaborazione e scarsa professionalità, sono proprio i bambini.

    l lavoro d’equipe, oggi è il metodo più efficace per favorire il raggiungimento degli obiettivi professionali e tutelare ogni professionista da eventuali rischi di isolamento e insoddisfazione per il proprio lavoro. È importante riconoscere valore all’azione educativa collegiale.

    Non dimentichiamo inoltre, gli scopi del lavoro in équipe: incontrarsi, confrontarsi per poter lavorare meglio e in accordo e curare la regia educativa.

    Una scuola al passo con i tempi può perseguire e raggiungere obiettivi didattici e professionali significativi solo se ciascun componente della comunità scolastica interagisce con gli altri in maniera sinergica. In quest'ottica è possibile declinare le funzioni e i compiti dei soggetti coinvolti nel periodo di formazione e prova. Nella fattispecie i soggetti coinvolti sono: il dirigente scolastico, il tutor, il docente nel periodo di prova.
    Le scuole polo di ogni territorio organizzano 4 laboratori formativi dedicati, prevalentemente con attività e metodologie laboratoriali della durata di 3 ore ciascuno (di scambio professionale, ricerca-azione, rielaborazione).
    Un laboratorio formativo è dedicato alle problematiche generali connesse con l’integrazione scolastica dei disabili e con i bisogni educativi speciali.
    Un altro laboratorio formativo prevede la trattazione delle nuove risorse digitali e il loro impatto sulla didattica.
    Inoltre, tra i laboratori formativi  previsti ci sarà spazio anche per tematiche quali lo Sviluppo Sostenibile e la Cittadinanza Globale (Nota 33989 del 02/08/2017) e la gestione dei conflitti e le problematiche relazionali.

    Infine, in maniera sperimentale, è inserita, nel percorso formativo, la possibilità di visite in scuole innovative per singoli o gruppi di docenti che operano, soprattutto, nelle scuole a rischio o a forte processo immigratorio e con alto tasso di dispersione. Sono previste massimo due giornate full immersion di massimo sei ore ciascuna da considerare nel monte ore complessivo dei laboratori.

    Per l'Ambito CAL13, nel corrente anno scolastico, la scuola designata ad ospitare le forme di "visiting" è l'Istituto Comprensivo di Rombiolo.